"L'offesa alla verità sta all'origine della catastrofe." (Sofocle, Edipo re)

mercoledì 30 luglio 2008

Selinunte, tra Sgarbi e Miss Italia

Immaginiamo per un attimo un concerto di Vasco Rossi in una grande cava di tufo, vicino una città come Castelvetrano. Pubblicizzando un pò l’evento si riunirebbero decine di migliaia di persone.
Ma ce la sentiremmo di dire che, vista la presenza di tutta quella gente, la cava possa essere un posto comunque da visitare per la sua vivacità, a prescindere dal concerto?
Direi proprio di no.

Certo, Selinunte non è una cava di tufo, né il concorso di Miss Italia è un evento paragonabile al concerto del famoso rocker.
Fatte quindi le debite proporzioni, sarebbe suonato sicuramente strano se qualcuno dal palco delle miss avesse detto che “la numerosa presenza della gente sta a significare che la cittadina non è affatto morta, come sadicamente vogliono far credere quelli che hanno attaccato qua e là dei manifesti a lutto”. Qualcuno però, di fronte a qualche centinaio di persone, l’ha detto. E non è stato un ragazzino qualsiasi, ma addirittura l’assessore al turismo del Comune!
Avrà avuto ragione? E chi saranno mai questi anonimi detrattori, così sottilmente infidi da tirare fuori dal cilindro una storia così campata in aria come quella di un’estate selinuntina 2008 tra le più amare degli ultimi anni? Forse non lo sapremo mai; gli armadi sono sempre pieni di scheletri. Ma al bar e sotto l’ombrellone il coro è unanime e ha tutta l’aria di non sembrare proprio ottimista.

A “migliorare” la serata però arriva Sgarbi che, col mare alle spalle, la melma tirata su dai fondali del porto poco lontano e un albergo sequestrato dalla magistratura di fronte, viene presentato come persona onesta (onesta!), buona, forte con i forti e debole con i deboli, assolutamente lontano dall’essere un attaccabrighe.
Sgarbi tiene a precisare che dopo aver accettato l’invito di Selinunte, qualcuno nello stesso giorno, approfittando della sua disponibilità, lo ha invitato a tenere una conferenza su turismo e cultura a Sciacca. Insomma nello stesso pomeriggio, per non scontentare nessuno, ha dovuto spostarsi tra Salemi, Sciacca e Selinunte. Questo acceso stacanovismo spiazza l’istrionico presentatore che non può fare a meno di sottolineare al microfono: “Questo significa la serietà di Vittorio Sgarbi, signore e signori!”.
E’ vero, da una persona così seria c’è da aspettarsi di tutto. Per esempio la costituzione a Salemi di un assessorato al Nulla. Non è una battuta, lo ha fatto davvero! L’assessore al Nulla è Graziano Cecchini. Ve lo ricordate? È quello che inondò con migliaia di palline colorate la bellissima cornice di piazza di Spagna a Roma, tingendo di rosso anche le verdi acque della fontana di Trevi.

Evidentemente Salemi può essere considerato una sorta di nulla da riempire.
Intanto a riempire le lussuosissime camere dell’hotel Kempisky di Mazara del Vallo ci pensa Sgarbi con una parte della sua giunta di VIP, ovviamente a spese dei Salemitani.
Ma niente politica, le domande concordate sono altre. E allora eccolo dispensare una serie di perle di rara saggezza come l’avversione al matrimonio, la “deviazione” omosessuale, la differenza tra le donne campane che “te la danno, ma sono diffidenti” e quelle siciliane che invece “ti danno anche l’anima”, fino a toccare le massime vette della sociologia di genere, con la giustificazione dell’infedeltà maschile come mera divagazione e l’elogio della donna che col perdono dimostra la sua maturità senza incazzature o intolleranze.

Poi, tra canzoni e sfilate, lo spettacolo termina alle due del mattino, con la gente ridotta di almeno un quarto proprio durante il momento clou delle premiazioni.

Mi consola solo il fatto che questa volta siano stati risparmiati i discorsi sulla legalità. Con un pregiudicato come Sgarbi sul Palco (conoscilo cliccando sull’enciclopedia on-line), sarebbe stato come parlare di quote rosa con Jack lo squartatore.

Ma non è detto, qui siamo in Italia e può succedere di tutto.
Tiri fuori il dito medio durante l’inno nazionale? Allora sei un senatore della Repubblica.
Stai per finire dentro perché hai dei processi in corso? Allora sei il presidente del consiglio che riformerà la giustizia.
Sei stato condannato per aver diffamato Gian Carlo Caselli come mandante dell’omicidio di Don Puglisi? Allora sei il sindaco di Salemi!
Altro che macchiare di rosso la fontana di Trevi, il povero Cecchini per andare avanti nella sua carriera politica dovrà concentrare le proprie energie a macchiare la propria fedina penale.
L’importante è frequentare la gente giusta.

lunedì 21 luglio 2008

Selinunte, che estate di melma!

GUARDA IL VIDEO

I componenti della piattaforma su cui poggia l’escavatore per la pulizia dei fondali del porto vengono da Palermo.
Sono stati portati a Selinunte con due trasporti eccezionali e quattro autotreni in piena estate.
Per gli autotrasportatori palermitani il primo viaggio è stato un incubo; sono partiti alle tre del mattino e, dopo essere arrivati allo svincolo autostradale intorno alle sei, è stato loro detto al cellulare di recarsi al porto di Selinunte per scaricare.
Una volta arrivati ecco l’amara sorpresa: non c’è spazio e la gru montata sui loro mezzi non è sufficiente per movimentare quei colossi in uno spazio così angusto.
Si attaccano al telefonino e chiedono spiegazioni. Gli rispondono che manderanno una gru aggiuntiva. Si fanno le dieci e mezzo, la gru non arriva e loro sono svegli dalle due. I cellulari si scaldano e le lamentele montano, fino a quando questa benedetta gru, attesa come una diva di Hollywood , arriva alle 15,30!

Il loro incubo finisce e ricomincia quello dei residenti: infatti, dopo aver montato la piattaforma, ecco tirar su dai fondali più centrali del porto quella stessa melma nera che avevano finito di rimuovere qualche tempo fa dalle zone perimetrali, con lo stesso odore nauseabondo di prima.
Io, abitando proprio di fronte al “cantiere”, ho ripreso a svegliarmi in piena notte per il cattivo odore e spesso a mangiare un panino, lontano dalla mia troppo esposta cucina. Respirare o meno dipende ormai dalla direzione del vento e io non posso spostare la mia casa a seconda di come tira il vento, un po’ come fa il Giornale di Sicilia.

Due turisti mi dicono che dalle loro parti una cosa del genere non sarebbe mai stata possibile, soprattutto in piena estate e intuendo che concordavo con loro, mi hanno chiesto se fossi siciliano! Io indico la mia casa, proprio di fronte alla melma, dicendo chiaramente “that’s my home” e, dopo essersi tappati il naso, mi sento rispondere: “Oh my God!”.
Sapevo che una volta tornato ad abitare in Sicilia, sarebbe stato tutto più complicato, ma che avrei avuto difficoltà anche a respirare, per di più nella mia camera da letto e nella mia cucina, non me lo sarei mai aspettato.
E allora, corroso ormai dagli improvvisi e spiacevoli risvegli notturni a causa del cattivo odore, dopo la metà del mese di luglio ho messo fuori dal mio balcone uno striscione con su scritto: “Che estate di melma!”.

Se Pino Veneziano, il grande cantastorie di Selinunte, fosse stato ancora vivo, chissà se su tutto questo ci avrebbe scritto sopra l'ennesima canzone di denuncia.
A volte penso che se non ci fossero stati i templi, i pescatori e Pino Veneziano, forse non sarebbe valsa la pena di essere selinuntini.
Cultura arte e musica costituiscono la vera anima di questa borgata tormentata.
Se Selinunte ha ancora un senso, sarà possibile percepirlo nelle due serate del 24 e 25 luglio al parco archeologico, durante la quinta edizione del premio Pino Veneziano.

Che estate di melma!

martedì 15 luglio 2008

L'argenteria del dottor Cassata

"Può capitare di invitare a cena qualcuno che poi, quando se ne va, si porta via un po’ di argenteria. A questo punto lo si denuncia e gli faranno un processo. Certo, fino alla conclusione del processo, questo signore non è tecnicamente un ladro perché una sentenza che lo dice nelle forme di legge ancora non c’è".
Ma voi lo invitereste di nuovo?
Piercamillo Davigo, eccellente magistrato autore di questo esempio, certamente no.
Diciamo la verità: chiunque, anche se non ci sono ancora evidenze di tipo penale, riterrebbe quantomeno “inopportuno” averlo di nuovo a cena.
Se poi questo nostro ospite, dopo aver patteggiato, chiude la questione e comincia ad occuparsi di misure di prevenzione del furto in qualche commissione istituzionale, credo che molti possano essere dell’avviso che non sia la persona giusta al posto giusto. Non tanto per rilevanze penali, peraltro assenti, quanto appunto per una questione di inopportunità.

In Italia però siamo andati molto al di là della banalizzazione del concetto di opportunità, fino al punto che qualcuno ha cominciato a considerare le indagini e le sentenze della magistratura come complotti destabilizzanti dell’ordine democratico!
Intanto una buona fetta di televisioni e giornali, dopo aver tentato di trasformare i cittadini in telespettatori senza memoria, cerca di passare il messaggio che non sarà un orda di giustizialisti col pallino della legalità a fermare della gente vincente col senso degli affari (ovviamente convenienti per tutti).

Ecco allora che l’informazione diventa strumentalmente carente, fino al punto che Uno come Totò vasa-vasa, condannato per favoreggiamento ad alcuni mafiosi (per carità, non alla mafia per intero) possa essere eletto nientemeno che al senato! Ovvio che poi lui dica: “Evidendemende la gende mi ha fiducia”.

Ora, che un inquinamento simile possa infiltrarsi anche all’interno della magistratura diventa ancora più preoccupante. Soprattutto quando lo stesso CSM propone come direttore della Procura Generale della Corte d’Appello di Messina, uno come Antonio Franco Cassata.

Chi è il dottor Cassata?

Per sua stessa ammissione è “il principale animatore” di un circolo (il “Corda Fratres”) che ha tra i suoi soci frequentatori Giuseppe Gullotti, boss incontrastato della mafia barcellonese, mandante dell’omicidio del giornalista Beppe Alfano. E Rosario Cattafi, destinatario di misura di prevenzione antimafia con obbligo di soggiorno in città per legami accertati con compagni di merende quali Benedetto Santapaola, Pietro Rampulla, Angelo Epaminonda ed altri che al posto di prendersi un pò di argenteria si sono portati via l'intera credenza.
Nel 1997 l’autista del dottor Cassata ha dei guai giudiziari: qualcuno lo ha denunciato. Lui pensa bene di mandargli una persona per intimidirlo. Il denunciante però non si intimidisce e denuncia l'inviato speciale che, una volta scoperto, patteggia.
Nel 1998 il dottor Cassata chiede al dottor Daniele Cappuccio, magistrato più giovane, di rinviare l’udienza per Giuseppe Cannata, consigliere comunale sotto processo. Lo scopo è quello di fare in modo che possa essere prima nominato presidente del consiglio comunale di Barcellona Pozzo di Gotto e poi, eventualmente rimandato a giudizio.
Ma perché il dottor Cassata esercita queste pressioni? La risposta è semplice: è proprio da quel comune che riceve i finanziamenti per un museo etno-antropologico da lui gestito.

Insomma, sembra che di argenteria il dottor Cassata se ne sia portata via parecchia.
Chiunque non fosse disposto ad invitarlo a casa propria, può firmare la petizione popolare promossa da Salvatore Borsellino e Sonia Alfano, per chiedere che la sua nomina non venga approvata.
Sul sito www.firmiamo.it/noaglierroridelcsm ci sono parecchie centinaia di firme e si ha anche la possibilità di lasciare un proprio commento accanto alla propria.
Cliccando qui si possono invece leggere tutti i commenti delle centinaia di persone che da tutta Italia hanno lasciato la loro firma.

Buona cena.

giovedì 10 luglio 2008

Selinunte. Raccolta differenziata, istruzioni imprecise

A Selinunte è stata avviata la raccolta differenziata “porta a porta”. Il servizio è partito il 7 luglio scorso, ma dopo appena tre giorni ecco un articolo sul Giornale di Sicilia (del 10/08/08) dove si parla della “lodevole iniziativa della Belice Ambiente, mortificata dai risultati”.
Vero, i cittadini non sono abituati alla raccolta porta a porta e, senza preventiva sensibilizzazione e informazione, si sono trovati la casa invasa da quattro contenitori colorati e un pieghevole di istruzioni su come differenziare.
Le reazioni sono state varie.
C’è stato chi ha continuato a buttare l’immondizia come sempre, poggiando il sacchetto in strada, laddove prima c’era il cassonetto; chi, avendo preso in affitto una sola casa per due famiglie, in mancanza di spazio, ha portato la pila dei contenitori colorati nella propria casa in città; c’è stato chi ha risolto “il problema” portandosi la spazzatura in macchina e gettandola nei cassonetti della vicina Castalvetrano. Ma non a tutti piace viaggiare per tredici chilometri con un sacco di immondizia in macchina, soprattutto con questo caldo. E allora via dal finestrino, tanto i bordi delle strade prima o poi li bruciano!

Certo, in un primo momento sembrerebbe di avere a che fare con degli incivili, ed in parte potrebbe essere vero. Ma se a scuola l’insegnante non va bene, quali risultati ci si può aspettare?
Insomma, siamo sicuri che la gente riesce a percepire un maestro autorevole che per primo ama la propria materia, insegnandola onestamente e spiegandone in modo chiaro i contenuti?

Già, i contenuti. Siamo sicuri che basti leggere il pieghevole con le modalità di conferimento e il calendario di ritiro?
Poniamoci allora una prima domanda: in quali giorni mettere via il contenitore con la carta?
Andiamo a leggere il prezioso foglietto che è stato consegnato ai residenti insieme ai contenitori colorati e (sorpresa)… non c’è scritto!
Il calendario infatti comprende l’organico, l’indifferenziabile (RSU sacco), la plastica, il vetro, ma non la carta. Il cittadino deve tirare ad indovinare, il che potrebbe anche essere sensato come gioco estivo per tirare su il morale di una Selinunte più vuota rispetto agli anni scorsi.

E ciò che non rientra nella differenziata? Non è ancora chiaro a tutti che si mette in un sacco vicino al contenitore dell'organico. Nel pieghevole la scritta "RSU SACCO" si riferisce proprio a questo, ma non è il massimo della chiarezza.

Andiamo avanti.
Nell’articolo del Giornale di Sicilia c’è scritto che i residenti sono confusi e non rispettano gli orari di conferimento. Quali orari?
Nel pieghevole, scaricabile “gratuitamente” dal sito della Belice Ambiente (ci mancava pure che fosse stato a pagamento) c’è scritto soltanto che ogni giorno, dalle 4 alle 10, uomini e mezzi della “Belice Ambiente” raccolgono i rifiuti differenziati. Questa però è un’informazione che, oltre a non essere utile per il cittadino, può ingenerare confusione. Ci si chiede: “Quando posso mettere davanti la mia porta il contenitore colorato?” Alcuni hanno pensato che, visto che la raccolta si protrae fino alle 10, avrebbero potuto metter via i rifiuti anche alle 9, col risultato che tutto rimaneva lì, perché magari il mezzo era già passato alle 5 del mattino.
Nel pieghevole manca un’importantissima informazione: l’orario in cui il cittadino deve metter fuori i contenitori!
Nelle città dove la differenziata è una cosa seria da anni, come per esempio quelle in provincia di Lodi, di Milano, di Como, al cittadino, oltre a rivelargli da subito quando disfarsi della carta, viene comunicato con chiarezza anche a che ora deve metter fuori i rifiuti. E non quando passeranno a ritirarli.

Intanto nella via Cavallaro un cassonetto mezzo sfasciato giace ancora pieno e con le rotelle in area da più di 10 giorni (dieci!), mentre nella vicina Castelvetrano, in via Tagliata, due campane per la raccolta differenziata di plastica e carta sono state date alle fiamme in un tripudio di diossina. Ovviamente i resti sono là da più di una settimana.
Verissimo che i cittadini non sono abituati alla raccolta differenziata, ma come si suol dire dalle nostre parti: “lu pisci feti di la testa” (il pesce puzza dalla testa).

mercoledì 9 luglio 2008

La magistratura indaga sulla discarica di Castelvetrano

La discarica era stata chiusa il 21 giugno scorso con delle motivazioni inconsistenti, come il “protrarsi dei lavori imposti dal ministero dell’ambiente”.
Da allora, l’acqua passata sotto i ponti non è stata poi così tanta. Sotto la discarica invece di acqua deve esserne passata parecchia. E talmente inquinata da scomodare la Procura della repubblica di Marsala che ha aperto un’inchiesta per identificare i responsabili.

Pare che i primi ad essere interrogati siano stati proprio i funzionari che parteciparono al sopralluogo dello scorso 19 giugno. Fu proprio dopo quel sopralluogo che l’amministratore unico della Belice Ambiente, Francesco Truglio chiuse la discarica di Castelvetrano.

Oggi appare sempre meno consistente il motivo ufficiale della chiusura: “Una scelta sacrificata ma necessaria visto il protrarsi dei lavori di messa in sicurezza prescritti dal ministero dell’ambiente” (GdS 22/06/2008).

In quel sopralluogo del 19 giugno scorso il responsabile della Protezione civile della Provincia, Pasquale Scalisi, aveva fatto mettere a verbale che “l’inquinamento è accertato ed i dati forniti dall’Arpa dimostrano un progressivo aumento”. Ed ecco che subito è scattata la sospensione dell’attività dell’impianto (GdS 08/07/08).
Di questa motivazione, leggermente diversa dalla prima, non ne parla nessuno per quindici giorni. Lo si saprà soltanto l’8 luglio, quando diviene pubblica anche l’apertura di un’inchiesta per individuare i responsabili.

E’ inutile girarci intorno, il percolato contenente pericolosi inquinanti è finito nel terreno. Visto che basta una minima goccia per infestare un qualsiasi ambiente, viene subito da pensare ai terreni coltivati nelle vicinanze e all’acqua usata per irrigare terreni più lontani.
Sono conseguenze che fanno rabbrividire. Ma l’amministratore unico della Belice Ambiente afferma candidamente: “le analisi stanno continuando per individuare il luogo dove i contaminanti filtrano nel terreno”. Come se si trattasse di un problema contingente nato da qualche giorno e non di un danno sistematico, nato con la discarica stessa.
Il percolato avrebbe dovuto essere captato ed opportunamente trattato nel sito stesso della discarica o trasportato in impianti ad hoc o in impianti per il trattamento di acque di scarico urbane.

Invece ce lo ritroviamo sotto terra!

venerdì 4 luglio 2008

Selinunte, altro che erbacce!

Il 30 giugno 2008 il Giornale di Sicilia scrive: - Selinunte, operatori turistici: “Serve una maggiore pulizia” -
Ci si aspetterebbe due righe sui cassonetti sempre stracolmi, i pochi cestini, le microdiscariche tra un albergo e l’altro, l’amianto di vecchi recipienti rotti, rifiuti edili a poca distanza dalle strutture ricettive. Ci si aspetterebbe qualcosa anche su bottiglie, coppette, bicchieri di carta, lattine e scatole di pizza abbandonati durante il fine settimana vicino alle panchine dello scalo. Ma niente.
Niente di tutto questo.
Il giornalista Filippo Siragusa invece ci parla di rovi ed erbacce!
E poi scrive del parco archeologico di Selinunte, che di sera rimane chiuso (di sera!).
In tutto l’articolo la parola immondizia non viene mai menzionata ed in chiusura c’è la solita sviolinata alla giunta del sindaco, che ha ottenuto 45mila euro dalla Provincia per le proposte dell’estate 2008.
A volte l'informazione sembra essere preda di quei meccanismi di difesa tipici delle nevrosi: rimozione e negazione.

Intanto però i litorali rocciosi rimangono farciti di rifiuti. Qualcuno dirà “è inevitabile, li porta il mare”. In parte è vero, ma il mare non li produce da sé.
Vivendo la realtà riportata nel video, mi è venuta in mente la “munnizza” restituita dal mare in un libro di Camilleri con la “plaja lorda di buatte vacanti, buttiglie di plastica, scatole sfunnate, lurdie assortite”.
Beato Montalbano che si ricorda i tempi in cui il mare, ritirandosi, lasciava sulle spiagge solo alghe profumate e conchiglie. Io non riesco a ricordarmeli e oggi, come dice Camilleri in “il Campo del vasaio”, il mare ci restituisce “la nostra stissa fitinzia”.

Ma non è solo il mare.

A Selinunte anche i bordi delle strade di periferia, anneriti dall’immondizia bruciata sul posto, aumentano di giorno in giorno. Si confondono con le sterpaglie bruciate dai contadini, ma si riconoscono dalle bottiglie di vetro e dal ferro che il fuoco non è riuscito a cancellare.
Pian piano nuove cartacce e bottiglie di plastica prendono il posto di quelle precedenti, brillando come perle luccicanti su velluto nero.
Ne fanno le spese anche gli alberi, a tratti torturati dalle fiamme, senza l’attenzione del contadino.
Nella via Cavallaro un albero, spaccatosi a metà e interamente bruciacchiato, è rimasto ad occupare il margine della strada per una settimana, a poca distanza da un cassonetto dei rifiuti che sembrava essere svenuto con le rotelle in aria.

Finalmente, ai primi di luglio (luglio!) si comincia ad accennare una bonifica e i rifiuti ingombranti vengono portati via, insieme ai pezzi di recipienti rotti.
Ma perché aspettare così tanto?
E soprattutto, perchè arrivare a tutto questo?

Il video: Selinunte, altro che erbacce

martedì 1 luglio 2008

Sicilia, tagli alla sanità. I disagi dei cittadini e la protesta dei medici

Soffro di una dislipidemia ereditaria che mi porta a tenere sotto controllo le componenti lipidiche del sangue ogni sei mesi circa, con prelievi in regime di esenzione.
Stamattina mi sono recato presso un laboratorio di analisi cliniche convenzionato con la ASL di Castelvetrano per il solito prelievo, ma mi dicono subito che oggi le esenzioni non valgono. Mi chiedo se si tratti di una giornata particolare, un po’ come quelle domeniche in cui al cinema danno dei film campioni d’incasso e non valgono né gli omaggi, né le riduzioni.
Parlo con l’analista, il dottor Salvatore Montoleone, e mi dice subito che non si tratta di una situazione che può essere circoscritta alla sola giornata di oggi.

Il problema sono i tagli dei fondi alle strutture specialistiche convenzionate. Praticamente non ci sono soldi per coprire le esenzioni”. A questo punto chiedo se, facendo il prelievo direttamente in ospedale, anche perdendo un po’ più di tempo, riesco a far valere la mia esenzione. Il dottor Montoleone sorride: “Guardi, se pensa che questo sia un problema solo delle strutture convenzionate si sbaglia. In ospedale non le faranno il prelievo, per una ragione molto semplice: manca il personale. Le dirò di più: i tagli riguardano ogni tipo di esenzione, comprese le invalidità permanenti e le ISEE. Pensi che noi ricevevamo quasi una chiamata al giorno dall’ospizio, soprattutto d’estate. C’è gente che non può muoversi da casa e i medici che all’occorrenza si recano al loro domicilio fanno parte di strutture convenzionate”.

Dico - Mi sembra di capire che chi ha bisogno può solo chiamare il Pronto Soccorso…-
Per molti interventi di soccorso – prosegue il dottor Montoleone - si rende necessaria la presenza del medico sull’ambulanza. E indovini un po’ da dove viene questo medico?”.
- Dalle strutture convenzionate? -
Bravo. Ed essendo il personale dell’ospedale insufficiente a rispondere a tutte le esigenze sanitarie della gente, ho qualche dubbio sulla reale possibilità di pronti interventi con medico a bordo a seguito di chiamate da parte di anziani che non stanno bene”.
- Ma allora questa politica dei tagli non si riferisce al superfluo. Praticamente si sta limando pesantemente ciò che alla fine è necessario all’utenza. Apparentemente tagliare i fondi alle strutture convenzionate può sembrare una cosa sensata, ma se la sanità pubblica non è più in grado di sostituirla, alla fine è il collasso.-
Esatto. È tutta la sanità siciliana che ormai versa in uno stato fallimentare. Non è certo la limitazione dei fondi alle strutture convenzionate che può risolvere il problema. Così si incide negativamente proprio sulle fasce più deboli dell’utenza e non solo”.

Capisco ormai che l’ennesima casta politico-amministrativa sembra aver trovato un ottimo capro espiatorio per la propria sopravvivenza. E gli effetti di questo disastro sanitario, come al solito se li beccano proprio i cittadini.

Se penso che già nel 2006 la sanità siciliana aveva prodotto oltre 900 milioni di euro di debiti, senza parlare dei debiti degli anni precedenti, mi rendo conto di avere di fronte un sistema pubblico impossibile da governare, sfuggito al controllo da oltre un ventennio.
E’ evidente che le strutture convenzionate non sono per niente un’integrazione di quelle pubbliche per una maggiore capillarità nel territorio, ma una loro sostituzione! Tanto che l’80% delle prestazioni specialistiche di tutta la Sicilia viene erogato dalle 1600 strutture “convenzionate”.
Ecco che allora, dal punto di vista del cittadino, è come se questi tagli riguardassero direttamente la sanità pubblica.
Intanto, il comitato intersindacale della categoria ha indetto per domani 2 luglio una chiusura delle strutture ed una manifestazione a Palermo in piazza Indipendenza, a partire dalle 9,30, davanti alla Presidenza della Regione.

A me non rimane altro che fare il prelievo a pagamento, ma scelgo di ritornare un altro giorno. Oggi proprio non me la sento.
Saluto il dottore e mi allontano, pensando agli anziani, agli invalidi e a chi non riesce ad arrivare a fine mese. Li vedo costretti ad una immobilità che va oltre l’impedimento fisico.
E mi sento in castigo.