I Castelvetranesi riducono il consenso al Pdl, passando dal 44% delle elezioni politiche 2008 a meno del 30% delle europee 2009.Un Pdl che vince, ma lontano dalle aspettative di Berlusconi che aveva previsto un consenso personale addirittura del 65%.
Castelvetrano sembra aver preferito Saverio Romano, molto meno popolare del cavaliere, ma votato con 800 preferenze in più.
A superare Berlusconi è stata anche Rita Borsellino, molto più conosciuta di Romano, anche se con 600 preferenze in meno.
Anche l’Italia dei Valori ha ottenuto un ottimo risultato in città, raddoppiando i voti rispetto alle politiche del 2008 e quintuplicandoli rispetto alle europee del 2004.
Il primo partito però sembra essere quello degli astenuti. Di 26mila elettori, se ne sono presentati alle urne poco più di 11mila .
Probabilmente, non essendosi trattato di elezioni comunali, non si è verificata la corsa al posto di consigliere, diventato ormai una sorta di concorso al quale partecipano centinaia di persone, spesso poco animate da vera passione politica e più speranzosi di costruirsi un introito sicuro, anche se temporaneo.
Questa volta non c’erano parenti stretti in lista e quindi non si è assistito al solito fermento delle amministrative, con santini elettorali dappertutto e assillanti “preghiere” di voto.
Cinque i partiti che hanno superato i 500 voti:
L’Italia dei Valori (670)
La Destra-Mpa-Pensionati-All.di Centro (1.083)
Partito Democratico (2.155)
Unione di Centro (2.847)
Popolo della Libertà (3.095)
Una buona parte dei Castelvetranesi ha quindi riposto la sua fiducia nell’Udc, omaggiandolo di quasi tremila voti.
Ma il 50% dei candidati centristi ha qualcosa in comune che va al di là dell’ovvia appartenenza al partito. Infatti Pippo Gianni, Antonello Antinoro, Giuseppe Naro e Saverio Romano, oltre a condividere i valori fondanti dell’Udc e il relativo programma, hanno avuto tutti e quattro dei guai con la giustizia.
Saverio Romano (sostenuto da 1968 castelvetranesi) è indagato per concorso in corruzione con l’aggravante dell’articolo 7, cioè di aver favorito Cosa nostra. Accusato dal figlio di Vito Ciancimino, con riscontri di intercettazioni ambientali e telefoniche. Nel suo santino elettorale era scritto: “lasciamo un segno forte in Europa”.
Giuseppe Naro (sostenuto da 1252 castelvetranesi) è stato condannato in via definitiva a 6 mesi di reclusione (3 anni in primo grado) per lo scandalo delle “foto d’oro”. Si trattava di 462 ingrandimenti fotografici di panoramiche dei comuni della provincia di Trapani, vendute all’amministrazione provinciale alla modica cifra di 800 milioni di lire. Naro ha usufruito inoltre della prescrizione per reati di associazione a delinquere, corruzione e turbativa d’asta.
Antonello Antinoro (sostenuto da 553 castelvetranesi) proprio nel maggio scorso è stato accusato di voto di scambio con dei boss mafiosi del clan di San Lorenzo di Palermo, oltre ad intercettazioni che gli contestano frequentazioni con uomini di Cosa nostra. E chi pensava che il buon senso avrebbe potuto portarlo a ritirare la propria candidatura si sbagliava, perché Antinoro si è presentato comunque, riscuotendo un successone e scrivendo nel suo santino elettorale: “L’Europa del buon senso”.
Pippo Gianni (sostenuto da 199 castelvetranesi) è stato invece condannato in Cassazione a 3 anni di reclusione con l’interdizione dai pubblici uffici per il reato di concussione e indagato anche lui per voto di scambio. Memorabile la frase che si lasciò scappare nel 2005 durante la seduta parlamentare sulle quote rosa in parlamento promossa dalla Prestigiacomo: «Le donne non ci devono scassare la minchia». Sul suo sito però c’è scritto che si ispira alla dottrina sociale della Chiesa Cattolica e vive cristianamente il proprio impegno politico nel solco della tradizione Sturziana”.
Ma la fedeltà al partito non può vacillare per queste bazzecole e a Castelvetrano, il sindaco Gianni Pompeo esprime comunque la sua soddisfazione per il successo elettorale dell’Udc, sperando che il partito possa “spiccare il volo verso prestigiosi traguardi”.
E le premesse sembrano esserci tutte. Cuffaro, per esempio, dopo la condanna in primo grado a 5 anni per aver favorito alcuni mafiosi, è stato eletto al Senato, proprio mentre sui manifesti elettorali dell’Udc c’era scritto “premiare chi merita”.
Ma non importa, la politica è una cosa è la giustizia un’altra. Non bisogna confonderle, come disse qualche anno fa Cirino Pomicino. E al momento, sembra che una buona parte dei Castelvetranesi non le abbia confuse affatto. Anche se i voti della Borsellino e la crescita dell’Italia dei Valori potrebbero nascondere un’altra faccia della città che comincia a scegliere da un’altra parte.




















